Bonus mobili 2026: requisiti, acquisti ammessi, pagamenti e documenti

Se stai ristrutturando casa e vuoi arredarla sfruttando una detrazione fiscale, il Bonus mobili 2026 permette di recuperare parte della spesa per mobili e grandi elettrodomestici, a determinate condizioni legate a tempistiche precise e a un limite di spesa. Questa guida spiega come funziona nel 2026, chi ne ha diritto, cosa si può acquistare e quali errori fanno perdere il beneficio.

Risposta rapida: come funziona il Bonus mobili 2026
Il Bonus mobili ed elettrodomestici è una detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici destinati a un immobile oggetto di ristrutturazione, con un limite massimo di spesa di 5.000 euro per il 2026. Sia l’aliquota sia il tetto di spesa sono fissati dalla legge di bilancio 2026 (legge 199/2025, art. 1, comma 22), che modifica l’articolo 16, comma 2, del decreto-legge 63/2013 estendendo il beneficio al 2026 alle stesse condizioni del 2025.
Affinché l’acquisto sia valido, deve esistere un intervento edilizio agevolabile iniziato in tempo utile, e il pagamento deve avvenire con metodi tracciabili (carta o bonifico).
Da non confondere: esiste anche un Bonus elettrodomestici gestito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), una misura diversa dal Bonus mobili. Ne parliamo più avanti in questa guida.
Requisiti: chi può richiederlo e quando devono iniziare i lavori
Il Bonus mobili non esiste come agevolazione a sé stante: è legato agli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Può richiederlo soltanto il contribuente che beneficia già della detrazione per i lavori edilizi (il Bonus ristrutturazione).
La regola è la coincidenza dei soggetti: chi intesta a sé le spese della ristrutturazione deve essere la stessa persona che intesta a sé le spese dei mobili. Se un coniuge paga i lavori e l’altro paga gli arredi, il bonus mobili non spetta a nessuno dei due.
Regola vincolante — tempistica: la data di inizio dei lavori di ristrutturazione deve sempre precedere quella di acquisto dei mobili. Non è invece necessario che le spese di ristrutturazione siano pagate prima di quelle per l’arredo.
Il criterio non è una data fissa, ma una regola mobile: l’intervento deve essere iniziato a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei mobili. Per gli acquisti effettuati nel corso del 2026, questo significa in pratica che i lavori edilizi devono essere iniziati a partire dal 1° gennaio 2025.
L’inizio dei lavori deve essere dimostrabile tramite abilitazioni amministrative (CILA, SCIA, ecc.) o, nei casi in cui non sono richieste, tramite una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà.

Correzione importante: il documento di spesa deve sempre indicare natura, qualità e quantità dei beni acquistati — ma il codice fiscale dell’acquirente non è sempre obbligatorio sul documento.
- Fattura: riporta di norma i dati del compratore, incluso il codice fiscale.
- Ricevuta fiscale: equivale alla fattura ai fini del bonus se indica natura, qualità e quantità dei beni.
- Scontrino con codice fiscale (comunemente detto “scontrino parlante”): se riporta il codice fiscale dell’acquirente oltre a natura, qualità e quantità dei beni, equivale alla fattura.
- Scontrino senza codice fiscale: resta comunque valido ai fini della detrazione se indica natura, qualità e quantità dei beni e se è riconducibile al contribuente tramite la corrispondenza con i dati del pagamento tracciato (esercente, importo, data e ora della transazione).
ENEA: quando può essere necessaria la comunicazione
Se l’acquisto riguarda determinati grandi elettrodomestici — forni, frigoriferi, lavatrici, piani cottura elettrici, lavasciuga o lavastoviglie — le informazioni vanno trasmesse all’ENEA attraverso il portale dedicato, nella sezione Bonus Casa.
Questa comunicazione serve all’ENEA per monitorare il risparmio energetico a livello nazionale. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la mancata o tardiva trasmissione all’ENEA non comporta la perdita del diritto alla detrazione fiscale: resta un adempimento dovuto, ma non è condizione di accesso al bonus.
Da verificare caso per caso: non risulta, nelle fonti ufficiali consultate, un termine puntuale indicato in modo specifico per la comunicazione ENEA degli elettrodomestici del bonus mobili. In caso di dubbio sulla procedura o sulla tempistica, verifica direttamente sul portale ENEA prima di procedere.
Errori frequenti da evitare
Quando si tratta di detrazioni, un piccolo passo falso può azzerare il rimborso. Gli scivoloni più comuni:
- Acquistare i mobili prima dell’inizio dei lavori
- Pagare in contanti o con assegno
- Intestare lavori e acquisti a persone diverse dello stesso nucleo
- Usare limiti di spesa non aggiornati
- Confondere il Bonus mobili con il Bonus elettrodomestici MIMIT, sommando i due benefici come se fossero cumulabili sullo stesso apparecchio
Molti credono ancora che il limite sia di 10.000 euro, come nel 2022, o di 8.000 euro, come nel 2023. Per gli acquisti effettuati dal 2024 al 2026, come stabilito dalla legge di bilancio 2026, il tetto massimo è di 5.000 euro.
Esempio prudente: lavori e acquisti nel 2026
Il seguente è un esempio semplificato a fini illustrativi: nei casi con più proprietari, interventi frazionati su più anni o immobili con più unità, verifica sempre la tua situazione specifica con un CAF o un commercialista.
Immaginiamo che il signor Rossi presenti una CILA per ristrutturare il proprio appartamento in data 20 febbraio 2025. Nel marzo 2026 acquista una nuova cucina, pagando 6.500 euro tramite bonifico.
L’acquisto è valido perché i lavori sono iniziati dal 1° gennaio 2025 in poi, e prima dell’acquisto dei mobili. Poiché il limite di spesa massimo per il 2026 è di 5.000 euro, il signor Rossi calcolerà la detrazione del 50% su quest’ultimo importo, non sui 6.500 euro effettivamente spesi. La detrazione totale sarà quindi di 2.500 euro, recuperabile in 10 anni, con 250 euro di detrazione all’anno in dichiarazione dei redditi.
Se il signor Rossi avesse già acquistato un divano da 2.000 euro nel 2025 usufruendo del bonus per lo stesso intervento, il suo limite residuo per il 2026 su quell’immobile sarebbe di soli 3.000 euro.
Domande frequenti
Posso avere il Bonus mobili senza ristrutturare?
No. È obbligatorio avere un intervento di recupero del patrimonio edilizio in corso, come una ristrutturazione o una manutenzione straordinaria.
Devo per forza comprare mobili per la stanza che sto ristrutturando?
No. I beni devono servire ad arredare l’immobile oggetto di ristrutturazione nel suo complesso, anche una stanza diversa da quella dei lavori.
È obbligatorio il bonifico parlante?
No. Per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici basta un bonifico ordinario oppure un pagamento tracciato con carta di credito o debito.
Il limite di 5.000 euro si riferisce a ogni elettrodomestico?
No. Il tetto di 5.000 euro per il 2026 è complessivo per unità immobiliare e comprende arredi, elettrodomestici, trasporto e montaggio.
Bonus mobili e Bonus elettrodomestici MIMIT si possono cumulare sullo stesso acquisto?
No. Il MIMIT specifica che il contributo elettrodomestici non è cumulabile con altri benefici, anche di tipo fiscale, relativi alla stessa tipologia di prodotto, incluso il Bonus mobili.
Cosa succede se vendo la casa?
Le rate residue del Bonus mobili non si trasferiscono automaticamente all’acquirente. Restano collegate al contribuente che ha sostenuto la spesa, secondo le regole fiscali applicabili.
Cosa succede in caso di decesso del beneficiario?
Le quote non ancora utilizzate del Bonus mobili non si trasferiscono agli eredi, anche se continuano a detenere o abitare l’immobile.
Fonti ufficiali
| Ente | Pagina o norma | Argomento verificato | URL | Data di verifica |
|---|---|---|---|---|
| Parlamento italiano / Gazzetta Ufficiale | Legge 199/2025, art. 1, comma 22 | Proroga del Bonus mobili al 2026 alle condizioni 2025 | gazzettaufficiale.it | 14/09/2026 |
| Agenzia delle Entrate | Guida “Bonus mobili ed elettrodomestici” | Requisiti, documenti, regole su scontrino/fattura e codice fiscale | agenziaentrate.gov.it | 14/09/2026 |
| ENEA | Detrazioni fiscali — Bonus Casa | Portale comunicazioni, elettrodomestici soggetti a invio | detrazionifiscali.enea.it | 14/09/2026 |
| ENEA | Portale Bonus fiscali | Invio telematico pratiche | bonusfiscali.enea.it | 14/09/2026 |
| MIMIT | Bonus elettrodomestici — pagina informativa | Natura del contributo, importi, requisiti, scadenza domande | mimit.gov.it/it/bonus-elettrodomestici/info | 14/09/2026 |
| MIMIT | Bonus elettrodomestici — FAQ | Non cumulabilità con il Bonus mobili, condizioni d’uso | mimit.gov.it/it/bonus-elettrodomestici/faq | 14/09/2026 |
Informazioni editoriali
Contenuto curato da Allegra Angelo.
Fondatore e Direttore editoriale
Pubblicato il 14.09.2026; aggiornato il 09.10.2026.
DOMUNEXA distingue le informazioni verificabili dalle indicazioni pratiche. Per dati tecnici, norme e incentivi consulta fonti pertinenti e aggiornate.
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