Calcolatore rischio condensa muffa e punto di rugiada

Termoigrometro vicino a una finestra con condensa per valutare il rischio muffa e il punto di rugiada
Riassumi con:

A cura di Allegra Angelo

Salvalo sul telefono per riaprire il calcolatore con un tocco. Android: in Chrome tocca il menu ⋮ e scegli “Aggiungi a schermata Home”. iPhone e iPad: in Safari tocca Condividi e scegli “Aggiungi alla schermata Home”. Computer: in Chrome o Edge apri il menu ⋮, scegli “Salva e condividi” e “Crea collegamento” (oppure premi Ctrl + D).

Questo calcolatore stima il punto di rugiada e offre un’indicazione orientativa del rischio di condensa e muffa in base a temperatura e umidità relativa.

Misura l’aria con un termoigrometro e, se necessario, usa la modalità esperto per confrontare la temperatura della superficie più fredda. Il risultato non sostituisce la diagnosi di una perdita, infiltrazione, risalita o ponte termico.

Come usare il risultato

Se il punto di rugiada è vicino alla temperatura di vetri o pareti, aumenta il ricambio d’aria e riduci la produzione di vapore. Se macchie e umidità tornano nello stesso punto, individua prima la causa edilizia.

Limiti della stima

Una singola misura non descrive l’andamento della giornata. Le soglie del calcolatore sono indicative: per una diagnosi servono rilievi ripetuti e, quando necessario, strumenti e tecnico qualificato.

Nota: il risultato è una stima orientativa basata sui dati inseriti e non sostituisce una verifica tecnica o una valutazione professionale quando il caso lo richiede.

DOMUNEXA Strumenti e Calcolatori

Rischio muffa, condensa e punto di rugiada

Inserisci temperatura e umidità della stanza: scopri se le tue superfici rischiano condensa e muffa, qual è la causa più probabile e cosa conviene fare davvero, prima di comprare qualcosa.

Per tecnici e installatori: fattore di temperatura fRsi, verifica con la temperatura esterna di progetto, sopralluogo con più punti e report.

Misure della stanza

Da 5 a 40 °C. Misurala al centro della stanza, lontano da termosifoni e finestre.

Da 10 a 99%. È il valore del termoigrometro. Meglio più misure in momenti diversi: usa il registro in fondo.

Da -30 a 45 °C, anche dal meteo. Serve per stimare quanto sono fredde pareti e vetri.

Negli angoli e vicino a pilastri e travi la superficie è più fredda della stima.

Il punto che ti preoccupa (facoltativo)

Facoltativa: con un termometro a infrarossi puntato sul punto più freddo. Sulle superfici lucide la lettura è meno affidabile.

Cosa noti? (seleziona tutto quello che vale)

Da 2 a 200 m². Serve per indicare la portata di un purificatore.

Dati tecnici (facoltativi)

Ogni campo vuoto usa il valore standard indicato in grigio. I valori inseriti hanno la precedenza sulle scelte fatte sopra.

Da -30 a 20 °C. Per la verifica nella condizione più fredda: fRsi minimo e umidità massima ammissibile.

Da 60 a 95%. Il criterio per la muffa della UNI EN ISO 13788 è 80%.

Da 0,1 a 3,5. Sezione corrente, con Rsi 0,25 m²K/W.

Da 0,2 a 0,99. Da calcolo agli elementi finiti o atlante dei ponti termici; ha la precedenza sulla parete.

Da 0,5 a 6. Centro del vetro, con Rsi 0,13 m²K/W.

Compare solo nel report stampato e resta su questo dispositivo.

DOMUNEXA – Rischio muffa e condensa

Rischio muffa

—

Punto di rugiada

—

sotto questa temperatura si forma condensa

Soglia muffa sulle superfici

—

superfici più fredde restano troppo umide

Umidità da non superare

—

Le tue superfici rispetto alle soglie

Causa più probabile

Cosa fare, in ordine

Soluzioni e prodotti: cosa serve davvero

Valutazione calcolata sui tuoi dati. DOMUNEXA non indica marche: per ogni soluzione trovi quando serve, quando non serve e cosa controllare prima dell’acquisto.

Dettagli del calcolo

Sopralluogo: più punti di misura

Registra ogni punto misurato con il termometro a infrarossi o la termocamera. Aria e umidità vuote usano i valori della stanza inseriti sopra; la temperatura esterna è quella attuale.

Registro delle misure

Una sola misura non basta: registra temperatura e umidità per una settimana, al mattino, dopo doccia o cucina e dopo aver arieggiato. Il registro resta su questo dispositivo.

Guida: muffa e condensa

Stima calcolata su www.domunexa.it. Orienta le prime verifiche e non sostituisce la diagnosi di un tecnico né, per i progetti, la verifica secondo UNI EN ISO 13788.

Misure, registro e sopralluogo restano salvati solo su questo dispositivo, nel tuo browser, e non vengono inviati a DOMUNEXA.

Come funziona il calcolo e fonti

Punto di rugiada. È la temperatura sotto la quale il vapore dell’aria diventa acqua su una superficie. Lo calcoliamo con la formula di Magnus (a = 17,27; b = 237,7 °C), precisa a pochi decimi di grado nelle condizioni di casa.

Muffa senza condensa. La muffa non ha bisogno di goccioline: le basta che l’aria a contatto con una superficie resti molto umida per giorni. La norma UNI EN ISO 13788 usa come criterio un’umidità relativa superficiale dell’80%. Per questo calcoliamo la «soglia muffa»: la temperatura sotto la quale una superficie supera l’80%.

Temperatura delle superfici. Se non la misuri, la stimiamo dalla temperatura esterna attuale: per le pareti con trasmittanze tipiche per epoca di costruzione (progetto TABULA) e resistenza superficiale interna di 0,25 m²K/W, come prevede la UNI EN ISO 13788 per la verifica della muffa; per i vetri con valori tipici al centro del vetro e 0,13 m²K/W. Angoli, pilastri, cassonetti e telai sono più freddi della stima: misurali. Il fattore di temperatura fRsi = (θsi − θe) / (θi − θe) descrive quanto una superficie resta vicina alla temperatura interna.

Livello di rischio. Senza dati sulle superfici usiamo l’umidità della stanza: sotto il 55% basso, dal 55 al 65% moderato, dal 65% in su elevato. Con la temperatura di una superficie (misurata o stimata) il livello sale se quella superficie supera il 70% (moderato), l’80% (elevato) o il punto di rugiada (condensa). Il Ministero della Salute indica di mantenere l’umidità interna preferibilmente sotto il 50%.

Causa probabile. I segnali che selezioni orientano tra condensa, infiltrazione o perdita e umidità di risalita, come nella tabella della guida DOMUNEXA su muffa e condensa. Le cause possono coesistere: è un orientamento, non una diagnosi.

Pulizia e prodotti. Le indicazioni seguono l’EPA statunitense: piccole superfici (meno di circa 1 m²) si puliscono con acqua e detergente e si asciugano; i materiali porosi possono dover essere sostituiti; non si dipinge sopra la muffa; purificatori e filtri non eliminano la causa; i generatori di ozono sono sconsigliati perché l’ozono irrita le vie respiratorie e non è una soluzione per la muffa. Per i purificatori indichiamo la portata d’aria pulita (CADR) secondo la tabella EPA, pari a circa 12 m³/h per ogni m² di stanza con soffitti standard.

Per i tecnici. La modalità tecnica esegue una verifica puntuale in una condizione di progetto (fRsi minimo, umidità massima ammissibile, temperatura esterna critica). Non sostituisce il metodo mensile della UNI EN ISO 13788 richiesto dal D.M. 26 giugno 2015 per la verifica dell’assenza di rischio di muffa nei progetti.

Fonti: UNI EN ISO 13788; D.M. 26 giugno 2015 (requisiti minimi); Ministero della Salute, opuscolo su umidità e muffe (2016); OMS, linee guida su umidità e muffa negli ambienti interni (2009); U.S. EPA, Mold Cleanup in Your Home e Guide to Air Cleaners in the Home; progetto TABULA per le trasmittanze tipiche.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questa pagina ti è stata utile?

Il feedback è privato e anonimo: registriamo solo la pagina valutata, il voto, l’eventuale messaggio e la data. Non chiediamo nome o email; non inserire dati personali. Il feedback viene conservato al massimo per 365 giorni.

Articoli Correlati

  • Muffa agli angoli e condensa sui vetri: come capire la causa

    Muffa agli angoli e condensa sui vetri: come capire la causa

  • Misuratore qualità aria: CO₂, VOC e PM2.5 spiegati

    Misuratore qualità aria: CO₂, VOC e PM2.5 spiegati