Accensione riscaldamento 2026-2027: date, fasce orarie e controlli prima di partire

Risposta rapida
L'accensione del riscaldamento 2026-2027 dipende dalla zona climatica del Comune. Nella zona E il periodo ordinario inizia il 15 ottobre e termina il 15 aprile, con un limite di 14 ore al giorno; il Comune può introdurre ordinanze diverse per motivi climatici o locali.
I Gradi Giorno (GG) sono la somma delle differenze positive giornaliere tra 20 °C convenzionali e la temperatura media esterna. Servono a classificare il Comune nella zona climatica: non sono una misura della temperatura di oggi.
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I tre passi da fare ora
- Cerca il Comune e verifica l'eventuale ordinanza locale.
- Controlla libretto, manutenzione, perdite e pressione senza aprire la caldaia.
- Se senti odore di gas, vedi acqua, la pressione cala di nuovo o l'apparecchio va in blocco, fermati e chiama un tecnico o il pronto intervento del distributore.
Le date per zona climatica
Il D.P.R. 74/2013 stabilisce i periodi e la durata giornaliera degli impianti termici alimentati a combustione. Il calendario nazionale è un riferimento: prima di accendere verifica sempre l'eventuale ordinanza del Comune e le regole del condominio.
| Zona | Gradi giorno | Periodo ordinario | Limite giornaliero |
|---|---|---|---|
| A | fino a 600 | 1 dicembre–15 marzo | 6 ore |
| B | oltre 600 e fino a 900 | 1 dicembre–31 marzo | 8 ore |
| C | oltre 900 e fino a 1.400 | 15 novembre–31 marzo | 10 ore |
| D | oltre 1.400 e fino a 2.100 | 1 novembre–15 aprile | 12 ore |
| E | oltre 2.100 e fino a 3.000 | 15 ottobre–15 aprile | 14 ore |
| F | oltre 3.000 | nessun limite nazionale | nessun limite nazionale |
Le zone sono definite dai gradi giorno del Comune secondo il D.P.R. 412/1993. Il calendario non autorizza da solo qualsiasi orario: gli impianti devono rispettare i limiti e le fasce stabilite dalla disciplina vigente. Ospedali, scuole, attività produttive e altri casi previsti hanno regole particolari.
Come verificare la zona climatica del tuo Comune
Non dedurre la zona dalla provincia o dalla temperatura percepita. Cerca il Comune nell'allegato del D.P.R. 412/1993 o nella comunicazione dell'amministrazione locale. In caso di dubbio controlla il sito del Comune con le parole “ordinanza riscaldamento 2026 2027” e chiedi all'amministratore se l'impianto è centralizzato.
Una città può avere una deroga locale. Le ordinanze possono anticipare o posticipare l'accensione quando le condizioni climatiche lo richiedono, entro i limiti di legge. Conserva il link o il numero dell'ordinanza che hai usato come riferimento.
La normativa stabilisce una temperatura massima ordinaria di 20 °C con tolleranza di 2 °C per gli edifici diversi da quelli industriali, artigianali e assimilabili, mentre per questi ultimi il riferimento è 18 °C con tolleranza di 2 °C. Il valore va letto insieme alle caratteristiche dell'impianto e alle eccezioni previste: una temperatura più alta non è un modo per aggirare il calendario.
Fuori dal periodo ordinario, l'accensione può essere ammessa quando le condizioni climatiche lo giustificano, ma per una durata non superiore alla metà di quella consentita a regime. Prima di avviare l'impianto controlla l'ordinanza o chiedi all'amministratore: non usare questa eccezione come autorizzazione generica.
Controlli prima di accendere
1. Libretto e manutenzione
Il responsabile dell'impianto deve assicurarsi che controllo e manutenzione siano eseguiti secondo le istruzioni del fabbricante e le regole regionali. Il libretto deve essere disponibile e aggiornato; per gli impianti soggetti a controllo di efficienza energetica il rapporto va gestito da un'impresa abilitata.
Il mancato controllo o la mancata manutenzione secondo l'articolo 7, comma 1, del D.Lgs. 192/2005 può comportare per il responsabile una sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro, ai sensi dell'articolo 15, comma 5. La gestione del libretto e le procedure di controllo possono avere ulteriori adempimenti regionali: verifica sempre il catasto degli impianti della tua Regione.
2. Pressione e perdite
Con impianto spento e freddo osserva il manometro della caldaia e confronta il valore con il manuale. Una pressione fuori dal campo indicato, un calo ripetuto o tracce d'acqua sotto la caldaia richiedono un tecnico. Non aprire il mantello e non intervenire su gas, combustione o valvole di sicurezza.
Il rabbocco dal rubinetto di carico riguarda solo alcuni impianti autonomi con caldaia murale e solo quando il manuale lo prevede. In un impianto centralizzato o condominiale non azionare il circuito comune: il riempimento spetta al responsabile o alla manutenzione autorizzata. Se hai una caldaia autonoma, a impianto freddo individua il rubinetto indicato dal manuale, aprilo lentamente controllando il manometro e fermati al valore prescritto dal costruttore (spesso tra 1,0 e 1,5 bar). Chiudi bene il rubinetto e controlla che non ci siano perdite. Se la pressione scende di nuovo, non continuare a rabboccare; se non riconosci il comando o il manuale non lo prevede, chiama un tecnico.
3. Termosifoni e valvole
Sposta tende e mobili che coprono i radiatori. Se un elemento resta freddo mentre gli altri scaldano, puoi fare lo spurgo solo a impianto spento e freddo, usando la valvola di sfiato prevista dal radiatore e proteggendo la parete con un panno. Aprila di poco finché esce aria, richiudila quando esce solo acqua e poi ricontrolla la pressione della caldaia. Non allentare valvole o raccordi: se non riconosci la valvola di sfiato o il problema resta, chiama un tecnico.
4. Regolazione
Imposta una temperatura coerente con il comfort e con l'uso della casa. Per un impianto autonomo, un sistema di termoregolazione con programmatore giornaliero su almeno due livelli può rientrare nell'esenzione dal solo limite orario giornaliero prevista dall'articolo 4, comma 6, lettera g, se spegne il generatore secondo le necessità dell'utente. In un impianto centralizzato l'esenzione richiede invece, in ogni unità, contabilizzazione del calore e termoregolazione programmabile su almeno due livelli nelle 24 ore (lettera f). Le sole valvole termostatiche, senza questo sistema completo, non fanno decadere automaticamente il limite. Il sensore non deve essere vicino a una fonte di calore, a correnti d'aria o dietro una tenda.
Se hai una pompa di calore o un impianto radiante
Non dedurre date, orari o modalità di funzionamento dal solo nome dell'apparecchio. Verifica quale impianto è registrato nel libretto, quali comandi sono installati e cosa prevede l'ordinanza del Comune. Pompe di calore, caldaie ibride e pannelli radianti possono richiedere regolazioni diverse: non disattivare le protezioni antigelo e non modificare i parametri tecnici senza il manuale o il tecnico.
Alcuni capoluoghi per zona climatica
Gli esempi aiutano a orientarsi, ma la zona è attribuita al singolo Comune: non usare la provincia per dedurla e verifica sempre l'elenco ufficiale.
| Zona | Alcuni capoluoghi di esempio |
|---|---|
| A | Lampedusa e Linosa |
| B | Palermo, Catania |
| C | Napoli, Bari, Cagliari |
| D | Roma, Firenze, Genova |
| E | Milano, Torino, Bologna |
| F | Belluno, Cuneo |
Come ridurre consumi e condensa
Arieggia per pochi minuti con finestre aperte invece di lasciarle a ribalta per ore, chiudi porte tra ambienti con temperature diverse e non asciugare grandi quantità di bucato sui radiatori. Umidità persistente e pareti fredde possono favorire condensa e muffa: se il problema compare, misura l'umidità e cerca la causa prima di alzare semplicemente la temperatura.
Non coprire i radiatori e non affidarti a stufe portatili in locali non idonei. Apparecchi elettrici e combustibili hanno requisiti di sicurezza diversi; segui sempre il manuale e le distanze indicate dal produttore.
Quando chiamare un tecnico
Chiedi assistenza se senti odore di gas, la fiamma o il bruciatore si comportano in modo anomalo, la caldaia va spesso in blocco, la pressione cala o compare acqua. In caso di odore di gas non azionare interruttori, chiudi il rubinetto se puoi farlo senza rischio, arieggia e contatta il pronto intervento indicato dal distributore.
Checklist di fine settembre
- [ ] Ho verificato zona climatica e ordinanza del Comune.
- [ ] Il libretto dell'impianto è disponibile e aggiornato.
- [ ] La manutenzione e il controllo di efficienza sono nei tempi previsti.
- [ ] Non ci sono perdite, rumori o cali anomali di pressione.
- [ ] Termosifoni, valvole e cronotermostato sono liberi e funzionanti.
- [ ] So chi chiamare in caso di blocco o odore di gas.
Domande frequenti
Posso accendere prima della data nazionale?
Solo se la disciplina locale o le condizioni previste dalla normativa lo consentono. Controlla l’ordinanza del Comune: il calendario nazionale non esclude deroghe motivate.
La zona E vale per tutta la provincia?
No. La zona climatica è attribuita al singolo Comune in base ai gradi giorno. Comuni vicini possono avere classificazioni diverse.
Quante ore posso tenere acceso il riscaldamento in zona E?
Il limite ordinario è 14 ore al giorno nel periodo previsto. Le fasce concrete dipendono dalla regolazione dell’impianto e dalle eventuali disposizioni locali.
Le valvole termostatiche eliminano il limite di ore?
No, non da sole. Nei condomini l’esenzione richiede contabilizzazione del calore e, in ogni unità, un sistema di termoregolazione con programmatore su almeno due livelli di temperatura nelle 24 ore. Chiedi all’amministratore o al tecnico quale configurazione è installata.
Posso riportare da solo la pressione a 1,0–1,5 bar?
Solo in alcuni impianti autonomi, se il manuale della caldaia prevede il rabbocco dal rubinetto di carico. Eseguilo a impianto freddo, lentamente e al valore indicato dal costruttore; in un impianto centralizzato non intervenire sul circuito comune. Se la pressione cala di nuovo o non riconosci il rubinetto, interrompi e chiama un tecnico.
Chi aggiorna il libretto?
Il responsabile dell’impianto conserva la documentazione; i controlli e gli interventi previsti devono essere eseguiti da imprese abilitate quando richiesto dalla normativa. Gli adempimenti di catasto e controllo possono variare a livello regionale.
Collegamenti utili su DOMUNEXA
Per il rapporto tra impianti diversi consulta l'articolo sulla pompa di calore in inverno e la guida al monitoraggio dei consumi elettrici per misurare i carichi degli apparecchi. Il tema della muffa e della condensa è approfondito nell'articolo stagionale dedicato.
Fonti e verifica editoriale
- D.P.R. 74/2013, artt. 3 e 4, Normattiva — testo vigente, consultato il 28 settembre 2026.
- D.Lgs. 192/2005, artt. 7 e 15, Normattiva, consultato il 28 settembre 2026.
- D.P.R. 412/1993, artt. 1 e 2 e allegato A, Normattiva, consultato il 28 settembre 2026.
- ENEA, impianti e manutenzione, consultato il 25 settembre 2026.
- Confronto editoriale: EcoCalcolo, InfoBuild e Luce-Gas.it. DOMUNEXA aggiunge il controllo dell'ordinanza locale e una checklist tecnica prima dell'accensione.
Informazioni editoriali
Contenuto curato da Allegra Angelo.
Fondatore e Direttore editoriale
Pubblicato il 25.09.2026; aggiornato il 12.10.2026.
DOMUNEXA distingue le informazioni verificabili dalle indicazioni pratiche. Per dati tecnici, norme e incentivi consulta fonti pertinenti e aggiornate.
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